Movimento

Normalmente quando ci muoviamo, per mantenere una direzione, fissiamo inconsciamente dei riferimenti, andiamo verso una porta, una scrivania, in auto seguiamo la strada, che vuol dire rimanere tra la riga bianca a sinistra della nostra corsia ed il margine della strada a destra, dove abbiamo il guardrail o spesso una fila di alberi o cartelli pubblicitari.
In generale manteniamo la direzione controllando la nostra posizione rispetto al riferimento, ad esempio se mi avvicino ad un telefono, via via che mi avvicino il telefono appare più grande e io capisco che mi sto avvicinando. In combinazione a questo meccanismo, la visione periferica tiene conto del modificarsi degli angoli tra noi, il riferimento verso cui mi dirigo e ad esempio un albero o un cartello a lato sul margine della strada.

In un Koan zen nasce la domanda se sia il fiume che scorre sotto al ponte o il ponte sopra al fiume …senza arrivare ai koan, comunque dal treno o dall’auto spesso ci viene da pensare che il paesaggio scorrere in senso opposto al nostro.Questo fenomeno va sotto il nome di movimento apparente, ed è utile, dal punto di vista del metodo Bates, che tale percezione venga incoraggiata, ovvero notata consapevolmente il più spesso possibile.

Possiamo stimolare la percezione del movimento apparente, non solo in auto o treno, ma anche stando fermi, muovendo la testa e lo sguardo da un punto all’altro, fino a percepire gli oggetti esterni muoversi nella direzione opposta al movimento della testa. questa illusione ottica va incoraggiata.

Migliore è la nostra capacità visiva, minore è in genere la necessità di muovere la testa che serve per instaurare l’effetto del movimento contrario.

Esistono molti metodi per stimolare questa capacità, alcuni vengono descritti nel metodo Bates con i nomi di: piccole oscillazioni, oscillazioni ampie, dondolio dell’elefante, ecc.

Oscillazioni e dondolii oltre a stimolare la percezione del movimento apparente, portano ad un graduale rilassamento fisico e mentale. Le due cose sono correlate, nel senso che il movimento apparente è una conseguenza della decontrazione.

durante le oscillazioni lo sguardo non va fissato su niente, ma lasciato scorrere, al tempo stesso rimanendo consapevoli, ma non lasciandosi attrarre da nessuna immagine in particolare. Noteremo forse che gli occhi seguono il movimento della testa non in modo fluido e continuo, ma a piccoli salti. Più questi salti sono piccoli e ravvicinati più il sistema è rilassato e la visione corretta. Questi piccoli scatti possono essere a volte notati meglio facendo qualche oscillazione ad occhi chiusi. Cerchiamo inoltre per quanto possibile di mantenere spalle, collo e schiena il più decontratti possibile.
Parlando di Movimento è utile specificare che oltre al concetto di movimento “in grande” cioè dove si muovono il corpo e/o la testa, la visione dipende anche da micromovimenti dell’occhio stesso a prescindere dal movimento del corpo, movimenti in cui l’occhio, per così dire, “spazzola” o meglio scansiona l’immagine tramite movimenti chiamati saccadi, normalmente con frequanza di 60 movimenti al secondo. La tensione da sforzo mentale nella visione imperfetta, tende ad inibire tali micromovimenti, i quali invece nel Metodo Bates vengono stimolati.

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