Il Metodo

Il metodo Bates si articola su 4 principi fondamentali:

Quando la visione non è perfetta secondo il Metodo Bates, si è in presenza di una interferenza di uno o più dei meccanismi qui esposti.

Le pratiche del metodo si propongono di rispristinare la condizione naturale del sistema mente occhi, e spesso una sola e semplice pratica va a toccare tutti i problemi.

1) MOVIMENTO:
In condizioni normali e naturali, l’occhio ha una continua mobilità, la quale viene limitata da quella che Bates chiama “tensione da sforzo” o strain, sforzo indotto nel tentativo di usare la vista in modo non naturale. Il metodo Bates si propone di ristabilire la naturale mobilità oculare eliminando la tensione da sforzo.
2) RILASSAMENTO:
Non si tratta qui di riposare gli occhi, ma di mantenere la naturale armonia di azioni ed il naturale equilibrio tra funzione dell’occhio e della mente.Il metodo Bates si occupa dei metodi per ripristinare il rilassamento dinamico, ovvero la capacità di agire in scioltezza del sistema mente – occhio durante l’atto di vedere.

3) CENTRALIZZAZIONE:
In realtà Bates parla di Central Fixation, ma la parola Fissazione nel nostro contesto potrebbe portare a dei malintesi. Per centralizzazione si intende il processo inconscio con cui il sistema visivo gestisce correttamente la parte più a fuoco dell’immagine, molto piccola perchè recepita da una parte molto piccola della retina, denominata Fovea centralis, e le parti relative alla visione periferica. Quando parliamo di visione periferica pensiamo di solito alla locuzione “con la coda dell’occhio” nel senso che parliamo di qualcosa che sappiamo di percepire in modo non molto distinto.
Il problema della mancata centralizzazione o Diffusione, si verifica quando viene imposto al sistema di mettere a fuoco un’area più grande di quella fisiologicamente impostata, cosa impossibile e che porta il sistema a mischiare nella mente che interpreta, le informazioni relative alla parte di retina centrale, la Fovea, e le parti via via più periferiche, con il solo risultato di avere una uniforme mancanza di nitidezza.

4) MEMORIA ED
IMMAGINAZIONE:

se partiamo dal presupposto che la visione si realizzi si attraverso l’occhio, ma con il fondamentale contributo interpretativo della mente, dobbiamo anche accettare che ciò deve essere fatto attarverso processi mentali, quindi processi che utilizzano la memoria e che relazionano le immagini oggetto della visione con quelle memorizzate precedentemente. Tale processo si avvale dell’immaginazione, ovvero della capacità di associare e di evidenziare similitudini al fine di interpretare. (La parola immaginazione riacquista qui tutto il suo significato!)

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